Mi chiamo Beppe Negavino (nome di elezione).
Ho 52 anni, sono papà, gay, e sono una persona in cammino.
Non per elezione, ma per necessità e verità.
Un percorso iniziato nel 2012
Il mio percorso di scoperta non nasce da una scelta teorica, ma da una vita vissuta.
Per molti anni ho costruito una famiglia all’interno di una relazione eterosessuale, dalla quale sono nati due figli, che restano il centro e il fondamento della mia esistenza.
Nel 2012 è iniziato un cammino che non posso definire concluso.
Un cammino fatto di:
- tappe dolorose
- domande radicali
- rotture e ricostruzioni
- scoperte continue
- ma anche di gioia profonda e inattesa
Essere gay, per me, non è stato un punto di arrivo, ma un processo.
Un attraversamento.
Essere padre, essere gay
Essere padre e essere gay non sono mai state, per me, identità in conflitto.
Lo sono state semmai le narrazioni esterne, i silenzi, i giudizi, le semplificazioni.
Questo blog nasce anche dal bisogno di tenere insieme le complessità, di rifiutare le etichette riduttive e di raccontare una realtà che non è mai lineare.
Un blogger indipendente, in formazione continua
Non sono un accademico, né un opinionista di professione.
Sono un blogger indipendente, che attraverso questo spazio:
- studia
- legge
- osserva
- si forma
- e lascia traccia di questo processo di formazione
Gay tra Arte e Storia non è un progetto chiuso, ma un blog in continua evoluzione, che cresce insieme a me.
Scrivere, per me, non è solo comunicare:
è mettere ordine, fare memoria, creare connessioni.
Di cosa parla questo blog
Racconto il mondo queer nelle sue molteplici declinazioni, con uno sguardo che intreccia:
Arte
Perché l’arte conserva ciò che la storia ufficiale ha spesso rimosso: corpi, desideri, ambiguità.
Storia
Perché le persone LGBTQ+ non sono una “novità contemporanea”, ma una presenza costante, spesso cancellata.
Attualità
Perché ciò che accade oggi ha radici profonde, e senza memoria non esiste consapevolezza.
Questo non è un blog neutrale.
È un luogo di narrazione, riflessione e presa di parola.
Perché scrivo
Scrivo perché:
- il silenzio non protegge
- la rimozione non cura
- la visibilità è un atto politico, ma anche umano
Scrivo per lasciare traccia, per me e per chi legge.
Perché qualcuno, da qualche parte, possa riconoscersi e sentirsi meno solo.
Benvenuto, benvenuta, benvenutə
Se sei arrivatə qui per curiosità, per ricerca, per bisogno o per caso, sei nel posto giusto.
Questo blog non offre risposte definitive.
Offre domande oneste, sguardi laterali, storie che meritano di essere raccontate.
Io continuo il mio cammino.
Se vuoi, puoi percorrerne un tratto insieme a me.